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Itinerari
Campomarino (1 km)
Sorta
nei pressi di Cliternia e antica città di Frentani (oggi
si chiama Nuova Cliternia e produce i migliori vini d.o.c della
regione) , fu distrutta durante le invasioni barbariche dei Saraceni
e degli Ungari nel IX secolo. Riuscì a risorgere, a diventare
un centro di basilare
importanza dapprima sotto i Longobardi, nella Contea di Termoli,
poi sotto i Normanni nella
Contea di Loritello (l'attuale comune di Rotello). Ma un terribile
terremoto nel 1125 la rase
completamente al suolo. Durante il Medioevo Campomarino era a pico
sul mare, dal quale oggi dista più di un km. Ed è
proprio dal mare che verso il XV secolo giunsero fuggiaschi albanesi,
a seguito delle invasioni dei Turchi nella loro terra. Da allora
Campomarino conserva ancora il dialetto e tantissime tradizioni
di quella popolazione, Sulla piazza del centro storico, c'è
la Chiesa di S.Cristina, patrona del Comune, Rimessa a nuovo nel
'700, in realtà si tratta di una basilica d'origini remote,
con l'antico nome di S.Maria a Mare. La Santa, che riunisce attorno
a se moltissimi devoti, viene festeggiata ogni anno per circa una
settimana sino al momento culminante, il 24 luglio, con la processione
lungo le vie del centro ed i fuochi d'artificio.
Termoli (7 km)
Centro
turistico e stazione balneare. Sorge a 15 mt. D'altezza su un promontorio
della costa molisana. E' ilpunto di incontro e di riferimento delle
vie di comunicazione dell'intera
regione Molise. Si trova infatti all'incrocio delle direttrici stradali
e ferroviarie diMilano-Lecce e Termoli-Campobasso-Napoli. Città
dinamica in crescente espansione, conserva tesori del passato, a
testimonaza di una realtà storica di grande prestigio. Ne
sono un esempio l'antica Cattedrale del XII secolo ed il Castello
Svevo. Dotata di due ampie spiagge di sabbia (S.Antonio e Rio Vivo)
che si estendono ai piedi dell'abitato, è anche l'unico porto
della Regione con una vivace attività peschereccia. La parte
più antica della città (Borgo Vecchio) risalente al
V secolo, ha una struttura urbanistica uniforme e compatta, una
terrazza sul mare percorsa da un intrico di viuzzole che sfociano
su una miriade di piazzette. Il Centro Storico si estende come sviluppo
e prosecuzione del Borgo Vecchio. Le prime costruzioni "fuori
porta" furono autorizzate nel 1847 da re Federico II di Borbone,
in occasione di una visita a Termoli. L'attuale assetto, invece,
con riferimento alle arterie principali, è dovuto a un Piano
di Ampliamento del 1889 che riproduce, in linea di massima, la classica
concezione romana della città: due vie principali (Cardo
e Decumano) che si intersecano ad angolo retto e una serie di parallele.
La Città Nuova, cresciuta e sviluppatasi nel corso degli
anni '50 e '70, comprende una parte pianeggiante ed una collinare,
La vallata, chiamata "del Mulinello", è costituita
da uno splendido Parco Comunale, che ospita numerosi impianti sportivi
(piscine e campi da tennis). C'è infine la Città Nuovissima,
una parte ancora in espansione che segue l'andamento delle colline
e che rappresenta la zona più moderna della città,
con nuove costruzioni e ampie zone verdi.
Isole Tremiti (imbarco a 7 km)
L'Arcipelago
delle Tremiti è costituito dalle isole S. Domino, il "Cretaccio",
"Caprara" e "S.Nicola". Le isole Diomedee, poi
dette "Tremiti", nome che deriva dalla parola "Tramitis"
che significa "tramite" fu scelto per l'opportunità
che le isole davano alla penetrazione commerciale e militare verso
l'Illiria. Nell'isola di S. Nicola si può ammirare "La
torre dei Cavalieri del Crocifisso". Il portico che segue è
tutto in galleria coperto da tipiche volte a
crociera. Al termine della rampa c'è l'ingresso della Torre
del Pennello; un torrione quadrilatero per l'osservazione e per
la difesa. Dalla piazza antistante il castello si possono ammirare
le mura e il "Torrione Angioino", fatto costruire da Carlo
II D'Angiò. La chiesa di "S. Maria a Mare" è
il solo edificio superstite del complesso medioevale, il soffitto
della navata centrale ha decorazioni barocche del 1755. L'isola
più grande è la San Domino, collinosa e coltivata.
Su quest'isola si può ammirare la "Piazza del Belvedere",
le grotte dette del "Coccodrillo" e delle "Rondinelle".
Inoltre presso la "Cala delle Arene" si può incontrare
l'unica spiaggetta di tutto l'Arcipelago. L'isola di Caprara, del
tutto disabitata, è la seconda più grande per la sua
estensione. La "Cala dei Turchi" divide l'isola in due
colli tra cui il più alto è detto "Il Grosso".Ed
infine l'isolotto del Cretaccio che ha un'estensione di tre ettari
c.a, distante 350 mt. dall'isola di San Nicola, fu sede di un nucleo
d'uomini neolitici e ancora oggi si riesce a trovare scaglie di
selce (coltelli bifacciali) e punte usate dagli antichi abitatori.
Petacciato (22 km)
Esiste
dal 1923, anno in cui si separò amministrativamente dalla
giurisdizione di Guglionesi dopo quasi cinque secoli. Ha comunque
un glorioso passato. E' l'antica Betavium , denominazione che venne
più volte mutata nel passare dei secoli, sino a Petacquate.
E' questo il nome che compare nel catalogo del barone Riccardo Borello,
signore d'Agnone, il quale decise di trasferirsi definitivamente
nel Castello di Petacciato nel 1187. Purtroppo due terremoti agli
inizi del XII secolo, le gravi devastazioni nel 1352, ad opera di
truppe ungheresi guidate da Corrado Lupo e infine gli attacchi dei
Turhci sulla costa nel 1690 non hanno permesso di conservare testimonianze
artistiche di quegli anni. Uinico segno sacro degno di nota è
la Chiesa di S.Rocco, di fondazione Romanica, rifatta in forme barocche
e che conserva ancora l'originaria cripta ed il campanile.
Patrono della cittadina è appunto S.Rocco, che chiama a raccolta
il 16 agosto tutti gli emigranti residenti all'estero. Questo è
il centro abitato, Lungo la costa invece, c'è la famosa Pineta
sul mare, ossia un lungo tratto di litorale ricoperto di pini proprio
a ridosso della spiaggia. Una vera oasi verde silenziosa e fresca,
disturbata solo dal rumore del mare.
Montenero di Bisaccia (33km)
Montenero
di Bisaccia, si presenta con due volti completamente differenti
eppure complementari. Appena lasciata la statale Adriatica, voltate
le spalle al mare, ci si addentra, infatti, in un paesaggio collinare,
dove l'attività principale è l'agricoltura e le piccole
industrie tessili. Questa duplicità la si riscontra anche
nel nome, che probabilmente deriva dalla fusione di due villaggi:
Montenero (pare si chiamasse così per la fitta e cupa boscaglia
di cui la collina era ricoperta) e Bisaccia. Narra la leggenda che
Annibale, il noto eroe cartaginese e nemico acerrimo di Roma, si
fermò con il suo esercito proprio a Bisaccia, prima di riprendere
la battaglia contro la Capitale. Le tradizioni di secoli e secoli
si rinnovano ogni anno con le sagre paesane. Il 16 e 17 maggio si
festeggia la Madonna di Bisaccia. Il quadro della Vergine con Gesù
Bambino sulle braccia fu rinvenuto in una delle grotte situate poco
fuori dal paese, Dalla forma caratteristica, queste cave naturali
ospitano ogni anno il Presepe vivente, uino degli avvenimenti più
cari alla popolazione montenerese.
Eppure Montenero di Bisaccia, turisticamente, gioca tutte le sue
carte sulla stupenda Costa Verde, méta preferita per chi
ama il mare e la vegetazione assieme.
Altilia (Saepinum) (85 km)
Il Molise conserva in sé dei veri tesori,
colline boscose, Santuari ed abitanti di età sannitica tra
cui due centri antichi noti per la loro importanza in tutto il mondo:
"Saepinum e Pietrabbondante". Saepinum è un centro
situato alle falde del Matese sulla valle del fiume Tammaro, incrocio
di due assi stradali che nell'antichità collegava la Campania
con il Molise "Saepinum" (il nome deriva da saepio che
significa recingere), quindi un'area recinta, luogo di ricovero
per greggi, di mercato e scambio, di impulso alle attività
economiche. I documenti epigrafici che attestano la condizione di
municipio a Sepino sono databili dall'età augustea in poi.
Questa situazione perdura fino al sec. XI quando sui centri della
piana arriva la presenza Normanna. Quest'ultimi si impongono come
feudatari. Il territorio di Sepino come quello di Campobasso diviene
una delle baronie della Contea del Molise. L'epoca augustea fu di
grande fervore per la città. In questo periodo sorsero tutti
i principali edifici (forum, capitolium, basilica, macellum, terme
e forse il teatro). Nel secolo IX si riversano nella regione i Saraceni,
bande di taglieggiatori che spargono il terrore. La popolazione
delle campagne, intorno all'882 D.C. tende a recuperare le cime
delle montagne che circondano la piana, determinando la nascita
di castelli sui monti; così si forma anche l'attuale Sepino.
Pietrabbondante (Provincia di Isernia) La raffinata architettura
ellenistica costituisce il tesoro più prezioso dell'archeologia
sannitica. Pietrabbondante n'è l'esempio e comprende l'area
fortificata del Monte Saraceno (1200 Metri). La parte più
importante è costituita dal complesso tempio - teatro. Sono
state rinvenute alcune iscrizioni in lingua osca. Il Santuario più
antico è databile intorno al V secolo A. C. mentre il Santuario
Dorico appartiene al II secolo A. C. Agnone (Provincia di Isernia)
Città risalente ad epoca preromana, patria di letterati illustri,
meritò l'appellativo di "Atene del Sannio". nelle
bellissime chiese (S.Emidio, S. Marco) si custodiscono sculture
ignee del XII - XIV sec., arredi sacri ed altri oggetti in oro e
argento di squisita fattura. Considerazione particolare merita la
Pontificia Fonderia "Marinelli", che costituisce un eloquente
esempio dell'artigianato molisano. Notevoli inoltre le lavorazioni
del rame, del ferro battuto, delle tine, dei confetti ed altri dolci
tipici.
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